18 novembre 2011
Google plus marchi e aziende: un altro passo avanti
E’ ormai chiaro che siamo al primo scontro di una lunga competizione che durerà anni: Google ha deciso di contendere a Facebook il terreno "Social" e ogni giorno lo fa con un’arma in più.
Contrariamente a molti, non penso assolutamente che Google Plus sia destinato ad essere un "flop" ;il volume attuale di utenti è di oltre quaranta milioni nel mondo un numero che Facebook ha raggiunto dopo tre anni vita, quindi un risultato assolutamente non trascurabile.
Ma soprattutto penso che Google non perderà questa competizione perché non può perderla.
Mi spiego meglio, il Social è certamente uno degli aspetti critici e strategici del futuro del web e Google non può esserne assente. Costi quel che costi conquisterà un’ampia fetta di mercato.
Quando, nel marketing, un colosso di così ampie risorse compete per la conquista di un mercato, prima o poi ce la fa anche perché Google potrebbe permettersi di regalare molto agli utenti con i suoi ampi profitti e ampia liquidità (musica, sconti etc).
Certamente lo sviluppo attuale è un po’ altalenante, non ci troviamo di fronte ad un evidente e costante trend quanto piuttosto ad un utilizzo dubbioso e perplesso da parte degli utenti che, comunque, si stanno interessando al nuovo Social.
Questo accade per una serie di motivi logici; la strategia di Google è quella di partire dalle fondamenta, di inseguire il competitor e poi, forse, superarlo.
Pertanto sta colmando progressivamente le lacune tecniche di base testando un po’ per volta il loro buon funzionamento.
Per molti utenti Google Plus quindi non è ancora molto differente da Facebook e non esprime ancora un utilizzo vantaggioso rispetto al competitor.
Ma non vi preoccupate è solo un effetto iniziale una percezione momentanea.
Nel tempo, infatti, si svilupperanno sempre più funzioni e caratteristiche vantaggiose rispetto ai competitors senza le quali non sarebbe assolutamente presumibile un’ampia migrazione degli utenti tra le piattaforme.
Da poco è stata introdotta un’altra novità verso la riduzione del "gap": la possibilità di creare una pagina aziendale o di un marchio proprio come il principale concorrente.
Non troviamo molto di nuovo nella funzione intrinseca, è analoga a quella di Facebook, ma nell’ecosistema Google Plus tale funzione di base potrebbe avere una maggiore potenza.
Ad esempio rispetto a Facebook può consentirci di agganciare il fan, l’interessato o il potenziale cliente già nella fase di ricerca grazie ai tasti “+1” nella sèrp e negli annunci pubblicitari.
Ma questa è una piccola differenza; perciò dobbiamo attendere ancora il completamento delle funzioni di Google Plus per capirne il potenziale e la sua superiorità.
Certamente qualcosa già si intravede.
Google sta mettendo in campo una grande flessibilità, ossia la capacità di creare, testare e sviluppare molte varianti e pacchetti innovativi. In altri termini Google Plus si sta dimostrando più dinamico.
Mentre la staticità è stata da sempre il tallone d’ Achille di Facebook.
Prendiamo ad esempio le funzioni, non ancora introdotte in Italia:
- what,s hot, un applicativo che evidenzierà le tematiche più discusse nello stream anche al di fuori del proprio social;
- ripples, statistiche sulle condivisione grafiche e complete;
- editing fotografico, ossia un software per modificare le fotografie
(http://addgoogleplus.blogspot.com/2011/10/google-plus-update-whats-hot-on.html).
In questo caso si dimostra la grande dinamicità dell’Azienda e la capacità di sviluppare con agevolezza innovazioni e software specifici gratuiti per gli utenti lasciandoci intravedere le possibili dinamiche future.
Ciò che dobbiamo analizzare è sopratutto perché un’ Azienda dovrebbe investire nel social ?
Perché una PMI dovrebbe interessarsi seriamente di queste cose ?
Vi sono molti motivi che non abbiamo ora il tempo di trattare, ma lasciatemi portarvi un semplice grafico esplicativo.
In questa tabella potete vedere la diffusione giornaliera in Italia dei principali quotidiani.

Potete verificare come molti profili social di Aziende italiane abbiano raggiunto considerevoli livelli di "diffusione".
La creazione di questa forza di comunicazione avrà certamente richiesto pazienza, creatività e investimenti, ma naturalmente ad un costo inferiore rispetto alla creazione di un quotidiano di rilevanza nazionale.
Tra l’altro l'utilizzo di questo "canale" di comunicazione aziendale con il proprio mercato non richiede assolutamente quei costi di espressione e di pubblicità dei giornali a tiratura nazionale.
Tuttavia non basta questa forza di comunicazione e questa capitalizzazione dei contatti a rendere vantaggiosa la comunicazione sociale.
L’ interazione con la propria clientela e la capacità di erogare servizio mediante tale media possono essere un ulteriore mezzo di differenziazione e customer satisfactione delle Aziende più lungimiranti.
Che siano grandi o piccole oggi il web dà nuove opportunità per ogni Azienda.
In bocca a Google!
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